12 febbraio 2009

La tecnica della cartapesta

un candelabro in cartapesta doratoLa tecnica della cartapesta è una di quelle tecniche che possono essere usate da tutti. Il suo fascino irresistibile deriva dalla facilità con la quale la si può preparare, dalla sua versatilità, dall'uso semplice e senza acquisto di materiali particolari.
Il luogo in cui la si prepara può essere anche una cucina, visto che ci serve dell’acqua corrente per preparare il necessario e per lavare tutti gli attrezzi. I fornelli serviranno per scaldare l’impasto che poi lavoreremo su un tavolo protetto da una tovaglia di plastica o altri fogli di carta. E’ importante ricordarsi di riporre i manufatti in cartapesta in un luogo ventilato ed asciutto (non al sole!), una volta finiti, per concludere con successo la nostra opera.
CARTA
La più utilizzata generalmente è la carta di giornale, reperibile dovunque e di basso costo. Sono da evitare le pagine a grandi titoli perché tropo impregnate d'inchiostro. Per coprire le superfici estese e rendere i manufatti più resistenti è consigliabile la carta a fibra lunga. Quella più sottile è adatta per realizzare le superfici ruvide ed i piccoli particolari.
COLLE E COLLANTI
Si usa la colla da tappezziere, facilmente reperibile nella maggior parte dei negozi di ferramenta, e la colla bianca (tipo vinavil), molto versatile in quanto la si può usare pura - per ottenere superfici molto dure e per accelerare il processo di essiccazione, o diluita (3 parti di colla e 1 di acqua) - se la si vuole applicare come mano isolante e turapori.
Vedi anche: Pitture ecologiche, colla di farina e tempera
MATERIALI DI CARICA
Si aggiungono per dare alla carta macerata una consistenza maggiore; solitamente gesso in polvere, segatura o varie fibre.
COME MACERARE LA CARTA
Per ottenere circa 1 litro di cartapesta in pasta, servono circa 4 fogli doppi di giornale tagliati o strappati in piccoli pezzetti di dimensioni non superiori ai 2,5 x 2,5 cm.
Ponete la carta in un secchio e copritela con dell’acqua, senza esagerare per non ottenere una pasta troppo diluita. Lasciare riposare per almeno 1 giorno, ma anche due.
Trasferite la carta impregnata d'acqua (lasciando circa 2 litri d'acqua) in una grossa pentola e fatela bollire per 20 minuti per ammorbidire le fibre.
Scolate la poltiglia strizzandola senza eccedere.
Ora mettete questa massa dentro un contenitore di plastica ed aggiungete:
  • 3 cucchiai colmi di bianchetto o gesso in polvere,
  • 2 cucchiai di colla bianca,
  • 3 cucchiai di olio di semi di lino
Mescolate bene l’impasto con un grosso mestolo in legno e poi incorporatevi 3 cucchiai di colla da tappezziere.
La cartapesta è ora pronta all'uso.
COME LAVORARE LA CARTAPESTA
Le tecniche di lavorazione della cartapesta sono molte - ogni artista ha un suo metodo preferito, ma alcuni sono più utilizzati.Potete usare uno stampo, una sagoma o un oggetto preesistente da rivestire di cartapesta.
Potete realizzare una base, una struttura di sostegno o un’anima che ricoprirete. Potete sovvraporrne diversi strati sottili per ottenere degli effetti di trasparenza. O potete sperimentarne uno tutto vostro. La parte della cartapesta inutilizzata si può mettere in un sacchetto di plastica e conservare in frigorifero per un po’.
LA MANO DI FONDO
Dopo l’essiccazione dell’oggetto si può procedere alla sua colorazione, decorazione o patinatura.
Grazie alla mano di fondo, la pittura successiva non verrà assorbita dalla carta che è porosa e l'inchiostro non sarà visibile. Una o due mani di cementite vanno bene.
L’IMPERMEABILIZZAZIONE
Una volta terminato il lavoro, bisogna dare una mano di finitura per rendere gli oggetti più duraturi ed impermeabili all'acqua. Si possono usare vernici (che cono trasparenti) oppure smalti (che sono vernici pigmentate e che ricoprono le superfici di uno strato di colore) a finitura opaca, satinata o lucida oppure tutti e due. Le vernici sono delle miscele che creano sulle superfici una pellicola protettiva trasparente; meglio applicarne parecchi strati per ottenere i risultati migliori.
Conquistata la manualità, potete facilmente coinvolgere i bambini in questo gioco creativo.
Tempo fa ho tenuto un corso di cartapesta per ragazzi di età mista (compresa tra 6 e 15 anni). La loro età così diversa non ha rappresentato nessun ostacolo al grande successo del corso, coronato con la realizzazione di tutto un mondo fantastico e colorato in cartapesta.

 
Lavori fatti durante il corso di cartapesta

Libro sulla cartapesta

Arte e tecnica della cartapesta
Juliet Bawden, Peter Marshall
Tecniche Nuove, 1992

Invece che tagliare o strappare la carta in piccoli pezzetti, potreste trovare utile questo mini distruggi documenti a manovella. Riduce la carta in piccole striscioline senza l'utilizzo dell'energia elettrica, rispettando l'ambiente.




Riciclate la carta in un meraviglioso manufatto in cartapesta!


5 commenti:

  1. Ciao Mirna, sai che anch'io all'età di dieci anni fabbricavo maschere in cartapesta? Imparai a scuola e la cosa mi piacque molto. A 20 anni mi venne in mente di riprendere, guardando le bellissime statuette della tradizione salentina. Così cominciai a fare i pupi per il presepe, ma mi fermai alla Madonna. Ce l'ho ancora, tutta grezza, senza finitura. Ogni anno mi riprometto di continuare quel lavoro...
    Effettivamente non sapevo quali colori usare. Il tuo post è per me la spinta a riprovarci. Pensavo: secondo te è possibile usare colla più ecologica (magari la classica acqua e farina) al posto di quelle viniliche? Volevo provarci...
    Un abbraccio
    Danda

    RispondiElimina
  2. Cara Danda, mi rende felice se hai trovato stimolante il post sulla cartapesta! Io, invece, ho trovato la tua domanda così interessante che vorrei risponderti con un altro post - a breve.

    RispondiElimina
  3. ....brava Mirna,molto interessante!
    Piacerebbe anche a me lavorare con la carta pesta...un giorno ci proverò!

    RispondiElimina